Ciao!
Vi scriviamo da parte di una rete solidale che ha sostenuto questa iniziativa di Claudio di raccontare dal suo vissuto diretto quello che è accaduto nelle carceri italiane nel 2020, quando a seguito delle rivolte di tante persone detenute in tutta Italia lo Stato reagì con la violenza cieca, arrivando ad ucciderne 14 e a torturarne tantissime altre. I tribunali italiani hanno poi nascosto la verità e gettato fango sulle persone detenute, anche quelle che hanno perso la vita, per scaricare le proprie responsabilità su quella che è stata una strage di Stato.
Far circolare questo libro è per noi un modo fondamentale sia di restituire la memoria che è stata tolta a queste persone, sia di mostrare che cos’è lo Stato italiano, le sue carceri, i suoi tribunali, le sue frontiere.
Vorremmo farvi arrivare oltre il Mediterraneo la nostra vicinanza e la nostra rabbia e farvi sapere che esistono da questa parte persone che non dimenticano e provano a non lasciare che lo Stato continui a compiere queste ingiustizie. Sappiamo che è poco, ma ci teniamo a farvelo sapere.
Per volontà di Claudio che l’ha scritto, i proventi del libro saranno destinati alle spese processuali di un eventuale riapertura del processo in Italia per queste morti a seguito della pronuncia prossima della Cedu. E in ogni caso a proposte che possano supportare la memoria delle persone morte per mano dello Stato italiano e alle persone loro familiari che continuano a lottare per questo. Non perchè crediamo nella giustizia di Stato che infatti fino ad adesso ha protetto lo Stato, ma come forma di continuare a mantenere visibilità su quanto accaduto e su quanto potenzialmente continua ad accadere dentro carceri e centri di detenzione amministrativa per migranti in questo paese.
Claudio è ancora detenuto nel carcere di Secondigliano (Napoli), mentre Luca è detenuto nel carcere di Sanremo (Im). A Luca proprio il giorno in cui è uscito questo libro è stata applicata la censura della posta per aver denunciato le pessime condizioni e i pestaggi delle guardie contro alcuni detenuti.
Speriamo sia per voi cosa gradita ricevere intanto queste sintetiche parole. Vi mandiamo i nostri più calorosi saluti.
Compagne e compagni dall’Italia contro il carcere e le frontiere.
Il libro è dedicato a Slim Agrebi, Erial Ahmadi, Ali Bakili, Hafedh Chouchane, Ghazi Hadidi, Artur Iuzu, Lotfi Ben Mesmia, Salvatore Piscitelli, Abdellah Rouan, morti tra il carcere di Modena e i trasferimenti verso altri penitenziari.
Carlo Samir Perez Alvarez, Marco Boattini, Ante Culic, morti nel carcere di Rieti
e Haitem Kedri, morto nel carcere di Bologna.
